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A quanto pare gli artigiani esercenti
attività insalubri, ancora presenti su tutto il territorio
urbano di Acireale (ad aprile scade la proroga), in barba a
precise leggi di riferimento, hanno poca voglia di collocarsi nelle
aree in assegnazione. Il 21 di novembre scade quella attinente
la regolamentazione degli scarichi e vedremo se il sindaco non
si premurerà ad autorizzare un'altra proroga nel bel mezzo di
una campagna elettorale perchè in mancanza di "ulteriore
prorogazio" saranno parecchie le attività che "salteranno" a
causa delle inadempienze delle amministrazioni che si sono
succedute e soprattutto quella attuale, in quanto la prima dopo
una serie di commissariamenti. La rete fognaria è obbligatoria
per legge, altro che ordinanze "comminate" per le vasche imhoff.
Di tutto è complice soprattutto una "malapolitica"
che con tutti i tira e molla sul piano regolatore monco di piano
urbano del traffico e soprattutto di zonizzazione aveva portato
il consiglio comunale con una semplice "alzata di 16"
(consiglieri) a modificare il famoso art. 72 del regolamento
edilizio cui è scaturito anche il compiacimento del sindaco
Garozzo, e prima ancora (altre sindacature) con una modifica
alle destinazioni d'uso che di fatto trasformava i garages in
botteghe.
Quelle azioni hanno irrimediabilmente consegnato la città al
degrado ambientale, palesemente visibile, ed allo sfascio
urbanistico alla faccia dell'UNESCO. Il sindaco ha mantenuto
l'impegno, esclamò il responsabile dell'Ass. Artigiani Acesi
come se fosse stata onorata una cambiale firmata in bianco.
Tutto questo in barba alla legge 25 del 2002 che ha introdotto
il nuovo titolo VII° bis (protezione da agenti chimici). Il
consenso elettorale da parte di quelle categorie artigiane è
dunque assicurato? Vedremo! Qualcuno ha mai sentito parlare
dell'art. 216 del testo unico delle Leggi Sanitarie? Oppure
dell'aggiornato Decreto del Ministero della Sanità 05 settembre
1994? In ordine cronologico fanno poi giurisprudenza tutte le
varie sentenze emesse nel corso degli anni anche dalla
Cassazione.
In tutto il contesto zone artigianali sono stati inadempienti
tanto le amministrazioni comunali quanto i civici consessi che
si sono succeduti, le prime per non aver saputo/voluto dare il
giusto imput per velocizzare l'iter affinchè già alla scadenza
naturale pre proroga, gli artigiani avrebbero potuto usufruire
delle aree di destinazione; i secondi per aver subito
passivamente latitanze e veti incrociati. La vera debacle della
città nasce proprio dalla componente delle due costrizioni cui è
soggetto il contesto cittadino. Di una cosa non ha tenuto conto
l'amministrazione, che gli abusivi, quelli che hanno attività
persino nei cortili condominiali, negli scantinati, nel giardino
di casa o nel garage del palazzo, non sono stati censiti e
continueranno con le loro attività inquinanti a danneggiare
l'ambiente e il territorio oltre che economicamente quegli
artigiani in regola che sono stati censiti.
In merito ad un laboriosissimo regolamento di Igiene e Tutela Ambientale
"elaborato" con il contributo della USL3 di Acireale, in cui
abbiamo riscontrato parecchi "vizi di forma" nel senso che non
si è tenuto conto di Dlg, sentenze di Tribunali e sentenze di
Cassazione abbiamo tentato di suggerire alcune modifiche
affinchè lo stesso venisse
redatto in base alle norme vigenti e con piena responsabilità di
USL, sindaco e parti sociali. Qualsiasi regolamento, anche e
soprattutto quello condominiale, deve essere redatto in base a
normative vigenti e non come piacerebbe a qualcuno per avere
consenso. Allo stato attuale questa città è
un enorme contenitore di tutte le categorie lavorative esistenti
e di qualsiasi tipo di insediamento, commerciale, industriale ed
artigiano compreso le velleità turistiche che si manifestano
solamente con l'annuncio di essere presenti alla BIT di Milano o
al Salone Internazionale delle Vacanze di Lugano oppure al
Carnevale di Viareggio sempre e tutto a spese del contribuente.
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