anno 1 n° 34 Accademia  
   

Acireale: redatto il regolamento

per l'assegnazione di lotti nelle zone artigianali

 
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     A quanto pare gli artigiani esercenti attività insalubri, ancora presenti su tutto il territorio urbano di Acireale (ad aprile scade la proroga), in barba a precise leggi di riferimento, hanno poca voglia di collocarsi nelle aree in assegnazione. Il 21 di novembre scade quella attinente la regolamentazione degli scarichi e vedremo se il sindaco non si premurerà ad autorizzare un'altra proroga nel bel mezzo di una campagna elettorale perchè in mancanza di "ulteriore prorogazio" saranno parecchie le attività che "salteranno" a causa delle inadempienze delle amministrazioni che si sono succedute e soprattutto quella attuale, in quanto la prima dopo una serie di commissariamenti. La rete fognaria è obbligatoria per legge, altro che ordinanze "comminate" per le vasche imhoff. Di tutto  è  complice soprattutto una "malapolitica" che con tutti i tira e molla sul piano regolatore monco di piano urbano del traffico e soprattutto di zonizzazione aveva portato il consiglio comunale con una semplice "alzata di 16" (consiglieri) a modificare il famoso art. 72 del regolamento edilizio cui è scaturito anche il compiacimento del sindaco Garozzo, e prima ancora (altre sindacature) con una modifica alle destinazioni d'uso che di fatto trasformava i garages in botteghe.

     Quelle azioni hanno irrimediabilmente consegnato la città al degrado ambientale, palesemente visibile, ed allo sfascio urbanistico alla faccia dell'UNESCO. Il sindaco ha mantenuto l'impegno, esclamò il responsabile dell'Ass. Artigiani Acesi come se fosse stata onorata una cambiale firmata in bianco. Tutto questo in barba alla legge 25 del 2002 che ha introdotto il nuovo titolo VII° bis (protezione da agenti chimici). Il consenso elettorale da parte di quelle categorie artigiane è dunque assicurato? Vedremo! Qualcuno ha mai sentito parlare dell'art. 216 del testo unico delle Leggi Sanitarie? Oppure dell'aggiornato Decreto del Ministero della Sanità 05 settembre 1994? In ordine cronologico fanno poi giurisprudenza tutte le varie sentenze emesse nel corso degli anni anche dalla Cassazione.

       In tutto il contesto zone artigianali sono stati inadempienti tanto le amministrazioni comunali quanto i civici consessi che si sono succeduti, le prime per non aver saputo/voluto dare il giusto imput per velocizzare l'iter affinchè già alla scadenza naturale pre proroga, gli artigiani avrebbero potuto usufruire delle aree di destinazione; i secondi per aver subito passivamente latitanze e veti incrociati. La vera debacle della città nasce proprio dalla componente delle due costrizioni cui è soggetto il contesto cittadino. Di una cosa non ha tenuto conto l'amministrazione, che gli abusivi, quelli che hanno attività persino nei cortili condominiali, negli scantinati, nel giardino di casa o nel garage del palazzo, non sono stati censiti e continueranno con le loro attività inquinanti a danneggiare l'ambiente e il territorio oltre che economicamente quegli artigiani in regola che sono stati censiti.

     In merito ad un laboriosissimo regolamento di Igiene e Tutela Ambientale "elaborato" con il contributo della USL3 di Acireale, in cui abbiamo riscontrato parecchi "vizi di forma" nel senso che non si è tenuto conto di Dlg, sentenze di Tribunali e sentenze di Cassazione abbiamo tentato di suggerire alcune modifiche affinchè lo stesso venisse redatto in base alle norme vigenti e con piena responsabilità di USL, sindaco e parti sociali. Qualsiasi regolamento, anche e soprattutto quello condominiale, deve essere redatto in base a normative vigenti e non come piacerebbe a qualcuno per avere consenso. Allo stato attuale questa città è un enorme contenitore di tutte le categorie lavorative esistenti e di qualsiasi tipo di insediamento, commerciale, industriale ed artigiano compreso le velleità turistiche che si manifestano solamente con l'annuncio di essere presenti alla BIT di Milano o al Salone Internazionale delle Vacanze di Lugano oppure al Carnevale di Viareggio sempre e tutto a spese del contribuente.

                  

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