Anno 2010

Acireale "centro storico"

con pochissima attenzione per il patrimonio culturale

 
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     Quella che doveva e poteva essere una deliziosa piazzetta, arricchita con aiuole, negozi chic ma anche eleganti “botteghe di frutta e verdura” a cento passi dalla Basilica di San Sebastiano monumento messaggero di pace nel mondo per l’UNESCO, dalla piazza del Duomo, dalla piazza San Domenico, dalla stupenda chiesetta del Suffragio e via dicendo, quella che per posizione nel centro storico è il più importante crocevia con tutto il resto della città ma anche con paesi limitrofi, altro non è che l’attuale piazza Marconi; quello spaccato di ogni sorta di mercanzia gettata in mezzo alla strada in barba ad ogni regola e di ogni legge oggi in vigore.

    Un luogo per molti versi impraticabile dove merce depositata persino per terra, bancarelle, prodotti ittici, frutta e verdura esposta al gas di scarico delle automobili che veicolano all’interno della “pescheria” non sembra sfiorare minimamente gli amministratori che nulla fanno per rendere dignità a quella piazza. Chissà qual'è l'indirizzo politico di sindaco e assessore al ramo impartito a chi "di competenza".

     Ferita sanguinante nel centro storico di Acireale, quella piazza è rimasta scolpita nella memoria di un commissario UNESCO, Ray Bondin che inorridito alla vista del famoso grattacielo che sorge nella medesima e per il terrificante stato in cui si trova la piazza, ha confezionato persino un dossier sui numerosissimi abusi edilizi che “vivono e rallegrano” il centro storico della città e il suo barocco, regalandolo al pubblico di un convegno internazionale svoltosi alla Perla Ionica nel settembre del 2007. Commento a caldo “regalatomi” poi dalla consultant francese Elena Cattarini Legér è stato “peccato Acireale” quando si parlava del tentativo di “annettere” Acireale al “Val di Noto” tramite una associazione denominata “amici degli amici dell’Unesco”. Tentativo fallito e 40.000.000 delle vecchie lire  gettate al vento per opera dell’ex commissario regionale dott. Raimondi. E allora? Allora niente, immobilismo, incompetenza, trascurato miseramente ogni angolo del centro storico. Via Dafnica è stata massacrata negli orditi dei palazzi in cui sono stati installati contatori Sogip, cassette della posta, parabole, citofoni, pluviali e persino vi si affiggono lutti e manifesti. Per non parlare di altre vie e piazze.

     Bella Visibilità dei beni culturali, Valorizzazione? Fruizione? Tutela? Gestione? Stendiamo un velo pietoso e facciamo finta di non aver sentito l’ultima raccomandazione del Capo dello Stato Giorgio Napolitano a proposito dei Beni Culturali.

     Complimenti al sindaco e all’assessore al ramo.

 

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