Anno 2011

Acireale:

Che fine ha fatto il "FAMOSO" Regolamento comunale per la disciplina della pubblicità e del diritto sulle pubbliche affissioni? 

 
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     Correva l'anno di grazia 2008 del mese di luglio ed alle ore 13,20 del giorno 18, alla presenza ed assistenza del segretario generale dott. Luciano Sardella sette assessori su nove deliberavano l'immediata esecutività del "famoso regolamento".

     Ci siamo impelagati nella lettura e nell'interpretazione del predetto, ci siamo così calati nella realtà locale, ci siamo immedesimati nelle concezioni del "redattore", abbiamo fatto mente locale sulla reale situazione in cui versa la città e siamo giunti alla conclusione che un piano, ovvero un regolamento che mettesse fine a cotanto scempio perpetrato in danno della collettività, del decoro urbano, della pulizia della città e così via dicendo, era proprio indispensabile.

     Dopo aver letto e riletto i "quaranta" articoli che compongono il "famoso", abbiamo avuto una perplessità/certezza: quel piano sembra redatto da un attento operatore del settore alle affissioni e volantinaggio per meglio operare; infatti non contiene le più importanti direttive contenute persino nelle ultime leggi finanziarie in fatto di affissioni e volantinaggio.

     Senonchè in data 01/09/2008 con lettera protocollata al protocollo generale del Comune di Acireale, n. 050542 indirizzata al sindaco ed al capo ufficio tributi, abbiamo proposto note controdeduttive che secondo noi correggevano le imperfezioni del "famoso".

     Tali controdeduzioni sono rimaste ferme in segreteria per lungo tempo e pare che di esse non si sia tenuto conto, sempre che, siano state lette.

     Ad oggi nulla si sa del "famoso", pare che siano stati aggiunti degli emendamenti che peggiorano il già pessimo strumento che aggraverà ancor di più la situazione acese, dando libertà ad azioni speculative a chi pensa che in nome del profitto possa violare qualsiasi regola e norme comportamentali che regolano la civile coesistenza in una città che viene erroneamente indicata a vocazione turistica, semmai che ha le risorse per potervi ambire. 

 

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