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Correva l'anno di grazia 2008 del mese di
luglio ed alle ore 13,20 del giorno 18, alla presenza ed
assistenza del segretario generale dott. Luciano Sardella sette
assessori su nove deliberavano l'immediata esecutività del
"famoso regolamento".
Ci siamo impelagati nella lettura e nell'interpretazione del
predetto, ci siamo così calati nella realtà locale, ci siamo
immedesimati nelle concezioni del "redattore", abbiamo fatto
mente locale sulla reale situazione in cui versa la città e
siamo giunti alla conclusione che un piano, ovvero un
regolamento che mettesse fine a cotanto scempio perpetrato in
danno della collettività, del decoro urbano, della pulizia della
città e così via dicendo, era proprio indispensabile.
Dopo aver letto e riletto i "quaranta" articoli che compongono
il "famoso", abbiamo avuto una perplessità/certezza: quel piano
sembra redatto da un attento operatore del settore alle
affissioni e volantinaggio per meglio operare; infatti non
contiene le più importanti direttive contenute persino nelle
ultime leggi finanziarie in fatto di affissioni e volantinaggio.
Senonchè in data 01/09/2008 con lettera protocollata al
protocollo generale del Comune di Acireale, n. 050542
indirizzata al sindaco ed al capo ufficio tributi, abbiamo
proposto note controdeduttive che secondo noi correggevano le
imperfezioni del "famoso".
Tali controdeduzioni sono rimaste ferme in segreteria per lungo
tempo e pare che di esse non si sia tenuto conto, sempre che,
siano state lette.
Ad oggi nulla si sa del "famoso", pare che siano stati aggiunti
degli emendamenti che peggiorano il già pessimo strumento che
aggraverà ancor di più la situazione acese, dando libertà ad
azioni speculative a chi pensa che in nome del profitto possa
violare qualsiasi regola e norme comportamentali che regolano la
civile coesistenza in una città che viene erroneamente indicata
a vocazione turistica, semmai che ha le risorse per potervi
ambire.
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