Anno 2010 Accademia  
  Lettere a "m'indigno?"  
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     Riceviamo e commentiamo lo sfogo di un cittadino “indignato”: “Salute e Comunicazione.
Complimenti, spero che questa rivista possa rialzare metà di Acireale”.

     Esordisce così il nostro lettore lamentando la gestione approssimativa e clientelare della nostra città. Condivido la Sua nota chiara e significativa ma con qualche distinguo: “La nostra rigidità è troppo accentuata per permetterci di vivere! E’ questa l'indignazione di base, è da questa che vengono tante cose”! il distinguo sta nel fatto che noi non ci reputiamo “accentuatamente rigidi” pensiamo tuttalpiù di essere ossequiosi delle regole che noi stessi ci siamo dati. E le regole debbono valere per tutti allo stesso modo.
     Caro lettore Fabio, spero si evinca, da ciò che pubblichiamo e dalla linea editoriale oltre che dall’imparzialità  con cui affrontiamo i temi la nostra indipendenza politica e “culturale”. Noi, con il nostro lavoro vogliamo, in primo luogo sensibilizzare il cittadino “distratto” verso una presa di coscienza della “cosa pubblica”, verso una consapevolezza dei propri diritti oltre che dei propri doveri in modo tale che gli stessi non debbano/possano trasformarsi in “favori” perché in tal caso il cittadino diventerebbe schiavo, suo malgrado, per pigrizia e per ignavia. Con ciò non ci prefiggiamo di rialzare almeno metà della città, vogliamo in primo luogo, evidenziare l’inadeguatezza di questa classe dirigente che non governa per il bene della città ma solo ed esclusivamente per consolidare il consenso/potere.

        

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