Anno 2011

Diretta televisiva del civico consesso  
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     Sono oggi migliaia i comuni che hanno scelto di trasmettere in diretta web dal sito del comune o testate giornalistiche, i lavori del civico consesso: Bari, Trani, Torino, Alassio, Milano, Agrigento, Napoli, Bondeno, Sora, Bologna, Montesant’Angelo, Verona, Pescara, Fidenza, Moncalieri, Casoria, Piacenza, Montesilvano ecc. con il grande vantaggio per i cittadini di poterselo “gustare” quando vogliono ovvero a qualsiasi ora del giorno.

    Naturalmente i costi sono drasticamente abbattuti, altro che i 160.000 euro di Acireale per annessi e connessi all’emittente che si è aggiudicata la messa in onda. Tra l’altro ci corre informare la cittadinanza che su 500 nostri intervistati in giro per la città, solo “12” persone tra cui le gentili consorti di due uscieri comunali che non aspettavano altro che il consiglio finisse, ci hanno confidato di seguire saltuariamente i lavori del civico consesso che solitamente iniziando alle 21 si protraggono abbondandemente oltre la mezzanotte.

     Sulla questione che riguarda Acireale, interviene il Sindaco avv. Nino Garozzo precisando che trattasi di materia di competenza esclusiva del consiglio comunale. In tal senso il consiglio può determinarsi come ritiene più opportuno qualora ritenesse legittimo mantenere la stessa spesa per la diretta TV. La questione giuridica non attiene a forme di pubblicità ma alla comunicazione istituzionale, interpretata recentemente da un deliberato della Corte dei Conti a sezioni unite, la quale ritiene che tutta la comunicazione istituzionale non obbligatoria, rientri nell’abbattimento dei costi dell’80%, rispetto alle spese sostenute nell’anno 2009. La Corte dei Conti, in definitiva, non dice che non si possa fare comunicazione istituzionale ma impone che non si spenda oltre il 20% di quanto speso nel 2009. Anche i capitoli del sindaco, continua, attinenti la rappresentanza, le missioni, i convegni, i congressi, la pubblicità o altro ancora, subiscono lo stesso taglio dell’80% . Il tema comunque è di esclusiva competenza consiliare di fronte alla città.    

     In qualunque caso la Corte dei Conti ha indicato il rispetto di una Legge dello Stato che impone appunto, il taglio dell’80% per quanto attiene spese di pubblicità, comunicazione, cerimoniale precisando che anche la spesa per collaborazioni esterne di addetti stampa e portavoce rientra nella spesa da tagliare dell’80% rispetto al 2009, ai sensi dell’articolo 6, comma 7, del D. L. n. 78/2010, convertito in legge n. 122/2011.

     Il chiarimento arriva dalla Corte dei conti, sezione regionale di controllo per la Lombardia, col parere 28 febbraio 2011, n. 111. Ai sensi dell’articolo 6, comma 7, citato, al fine di valorizzare le professionalità interne alle amministrazioni, a decorrere dall'anno 2011 la spesa annua per studi ed incarichi di consulenza sostenuta dalle pubbliche amministrazioni non può essere superiore al 20% di quella sostenuta nell'anno 2009.

     Secondo la Sezione, dunque, gli “incarichi” di cui si occupa l’articolo 6, comma 7, sono qualsiasi genere di collaborazione. La norma, letteralmente, parla di incarichi di “studio” e di “consulenza”. In effetti, né le funzioni del portavoce, né quelle dell’addetto stampa, specificamente indicate dagli articoli 7 e 9 della legge n. 150/2000, sono qualificabili come attività di studio o consulenza. Tali soggetti pongono in essere funzioni operative nel settore della comunicazione, rientranti, dunque, in una vera e propria collaborazione, ammessa espressamente dalla citata legge n. 150/2000, come forma di connessione con l’ente pubblico.

     Indirettamente, il parere n. 111/2011 dimostra che l’articolo 6, comma 7, della legge n. 122/2010 deve considerarsi riferito alla spesa riguardante qualsiasi tipo di incarico esterno, non potendosi circoscriverla alle sole attività di studio e consulenze.

     Gli enti, dunque, per garantire il funzionamento dell’attività degli uffici stampa devono scegliere se applicare alle spese connesse agli incarichi di collaborazione degli addetti e dei portavoce il taglio lineare dell’80% della spesa rispetto al 2009; oppure, mantenere invariato il costo, da computare comunque nel complesso delle spese per incarichi e consulenze e, di conseguenza, ridurre tutte le altre spese di questo tipo, così da rispettare il tetto imposto dalla manovra economica estiva del 2010.

     La Corte dei Conti indica anche le partecipate (secondo noi da eliminare) e dopo una serie di precisazioni specifiche si sofferma sul malcostume di nominare addetti stampa persino all’interno del CDA delle medesime, prassi diffusa e costosissima che come nel caso di Acireale in cui la Sogip Trade (metano), affida l’incarico di addetto stampa triennale con un costo per la comunità di € 7.800,00 all’anno e la Sogip (acquedotto) stesso incarico triennale ad altro giornalista per un costo complessivo di circa 22.000 euro per tre anni. In entrambi i casi abbiamo chiesto una rassegna stampa che però non ci è stata fornita.


    
In ultimo la Sezione Lombardia, precisa che al contrario non sono da tagliare le spese finalizzate alla produzione, stampa e distribuzione del giornalino comunale, finalizzato a far conoscere le modalità di erogazione dei servizi pubblici ai cittadini.

 
 
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