| anno 1 n° 40 | Accademia |
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associazione “Le Nuove Maschere” |
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Teatro Piscator Inaugurazione cartellone prosa 19, 20, 21 dicembre
Salvo Saitta In Pensaci, Giacomino ! di Luigi Pirandello Regia di Eduardo Saitta con Carmela Pulvirenti, Aldo Mangiù e Giacomo Famoso Dopo aver debuttato con la commedia brillante “L’occasione fa l’uomo ragno”, venerdì (alle 21) s’inaugura al Piscator il cartellone della prosa, allestito dall’associazione culturale “Le Nuove Maschere”, con il classico di Luigi Pirandello, “Pensaci, Giacomino!”. Sul palcoscenico del teatro catanese saliranno Salvo Saitta, la moglie Carmela Pulvirenti, Aldo Mangiù e Giacomo Famoso. La regia sarà curata da Eduardo Saitta. Sabato è in programma un doppio appuntamento, alle 18 e alle 21, mentre domenica è prevista l’unica recita alle ore 18. La compagnia “Le Nuove Maschere” ha proposto nei giorni scorsi con successo il “Pensaci, Giacomino” alla scuola Vinci di Misterbianco, alla media di Centuripe e all’Istituto Savoia. “Proprio perché - spiega Eduardo Saitta – ci siamo ripromessi in questa stagione di fare conoscere il teatro ai più giovani e alle scuole com’era già successo nelle scorse settimane con l’incontro sulla Carestia di Micio Tempio. Tutto questo rappresenta, oltre all’obiettivo della nostra compagnia, una sorta di missione che abbiamo intenzione di compiere sino alla fine”. Le Note sul “Pensaci, Giacomino” Scritto tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo del 1916, Pensaci, Giacomino! È in realtà la riduzione teatrale di una precedente novella di Pirandello, datata 1910. Commissionata allo scrittore siciliano dal noto attore Angelo Musco, che divenne in quegli anni uno dei più grandi interpreti delle commedie pirandelliane, Pensaci, Giacomino! Rappresenta anche il progressivo riavvicinamento di Pirandello al teatro dopo anni di abbandono. La commedia, divisa in tre atti ed inizialmente scritta in dialetto siciliano,apparve in italiano nel 1917 sulla rivista “Noi e il Mondo”. Luigi Pirandello vi immette le tematiche a lui più care, raccontando l’ennesima storia di un anarchico in rivolta contro la società. Il professor Toti è infatti un tipico personaggio pirandelliano, l’esponente di quella piccola borghesia italiana che, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, si trova ad affrontare la crisi economica che colpisce soprattutto i ceti medi a causa dell’incapacità italiana di garantire un benessere equilibrato ed uguale per tutti. Rispetto alla novella, da cui appunto la pièce è tratta, il testo drammatico concede molto di più ai buoni sentimenti, esaltando la bontà di Toti e lo spirito paterno di Giacomino, che si scopre finalmente sensibile all’affetto per il proprio figlio. Nella novella, infatti, Toti aveva un piglio decisamente dispotico e autoritario, che lo rendeva alquanto antipatico nel suo voler fare a tutti i costi il bene ma secondo dinamiche e bisogni stabiliti da lui. La commedia, inoltre, rispetto ai toni duri e severi della novella, sviluppa soprattutto la dimensione comica delle situazioni, concedendosi delle gags farsesche di indubbio sapore prettamente teatrale. Non va infatti dimenticato che il referente primo della pièce , oltre che suo committente, è proprio Angelo Musco, un vero e proprio animale istrionico, che porterà in scena il testo il 10 luglio 1916 al Teatro Nazionale di Roma. Pare anzi che certi passaggi marcatamente comici ed efficaci siano stati suggeriti a Pirandello dallo stesso Musco. |
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