Anno 2010

Scuola: più attenzione alla qualità dell’aria

 
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    Nelle aule delle scuole italiane i ragazzi respirano male: il tasso di inquinamento è più alto tra i banchi scolastici che nelle strade cittadine. È quanto emerge dai dati rilevati dallo studio "Qualità dell'aria nelle scuole, un dovere di tutti, un diritto dei bambini", promosso dal ministero dell'Ambiente in collaborazione con l'Ispra e Federasma. Lo studio si inquadra nell’ambito del progetto internazionale “School Environment And Respiratory Health of Children”, promosso e finanziato dal Ministero dell’Ambiente, in collaborazione con il “Regional Environmental Center for Central ad Eastern Europe”. L'aria “viziata” nelle ore di lezione, le polveri sottili e la formaldeide inquinano l'ambiente interno rendendolo più pericoloso dell'esterno, in particolare per asma e allergie. Inoltre, l’umidità, la cattiva ventilazione e il caldo fanno aumentare anche altri allergeni, come acari, muffe e pollini, oltre a provocare l’aumento della concentrazione di alcuni inquinanti chimici volatili. Sono tanti gli accorgimenti a costo zero per evitare l’aria viziata, l’accumulo di polveri e di sostanze chimiche: dalla scelta degli arredi all'uso di vernici ecoattive, che trasformano le sostanze inquinanti in residui innocui (sali minerali, calcio ecc.), fungendo da agenti anti-inquinanti e antibatterici; dall'aprire spesso le finestre all’organizzare le pulizie la sera; dall’appendere i cappotti fuori dall’aula alla sistemazione di piante "mangia-veleni" in grado di metabolizzare le sostanze dannose. Salvo poi che l'edificio scolastico sia collocato in una zona dove i rilevamenti del blu-bus non sono mai avvenuti e l'area di riferimento è una zona commerciale, residenziale, artigianale. In pratica una "zona franca" come la via Salvatore Vigo di Acireale. 

     Dossier “Scuola: più attenzione alla qualità dell'aria”

         

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