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L'amministrazione comunale di Acireale, anziché perseguire
obiettivi di serio sviluppo urbanistico, gettando le basi per
ripristinare la legalità in molti settori eliminando così una
serie di abusi perpetrati ormai da decenni in danno dei
cittadini che contribuiscono lealmente ed onestamente al
mantenimento della cosa pubblica, cosa fa'? Per dirla in modo
comprensibile "Cogghi l'ogghiu supra u maccu" ovvero
"raccogliere l'olio sul macco" sta per andare a cercare i pelini
in mezzo all'erba alta.
Invece di regolamentare il ricchissimo comparto affissionistico
- pubblicitario oggi alla massima espressione dell'abuso più
totale, cosa fa'? Ricerca e perseguita gli "evasori" che non
hanno pagato la Tarsu del box auto, tra l'altro non dovuta,
costringendo l'utente al legale o al commercialista per
ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale che ha già
dato ragione a centinaia di utenti, molti assistiti e difesi dal
Codacons.
Tutti i giudici tributari hanno chiarito, facendo leva sulla
sentenza della Cassazione 19459/2003, che gli avvisi di
accertamento dei comuni hanno palesemente violato il disposto
dell'art. 62 del Dl.vo 507/93: "Non sono soggetti a tasse i
locali e le aree che non possono produrre rifiuti o per loro
natura o per particolare uso a cui sono stabilmente destinati"
rilevando che gli utenti hanno provato che il locale è destinato
esclusivamente al ricovero dell'autovettura.
Ciò che sta avvenendo ad Acireale è frutto di indirizzo
politico, di iniziativa del funzionario o cos'altro? In ogni
caso si sta vessando l'utente che spesso ignaro o poco abbiente
versa una tassa non dovuta, sig. sindaco e sig. funzionario!
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