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L'on. Villari aveva querelato il collega Riccardo Orioles,
direttore responsabile di Telejato nonché fondatore ed ex
caporedattore dei Siciliani e di Avvenimenti, per aver dato
conto nella sua news letter del fatto che l'allora deputato
dell'opposizione aveva scelto come padrino di cresima e/o
battesimo l'allora presidente della regione siciliana, Totò
Cuffaro.
La magistratura catanese aveva disposto il non luogo a
procedere. L'on. Villari aveva opposto ricorso per Cassazione.
La Cassazione lo ha rigettato.
Analogo procedimento l'on. Villari aveva avviato nei
confronti di Repubblica per aver pubblicato la stessa notizia
nella pagine locali di Palermo. Le stesse pagine che l'editore
catanese Mario Ciancio, stampatore di Repubblica in Sicilia, si
ostina a non voler distribuire nelle edicole di Catania dove
giunge solo l'edizione nazionale.
Da poco più di un anno, dopo manifestazioni e convegni,
Repubblica con le pagine di Palermo si può acquistare soltanto
alla stazione ferroviaria e all'aeroporto del capoluogo Etneo.
Così, i Catanesi non hanno avuto ancora l'opportunità di sapere
che il deputato regionale del Pd, presumibilmente
all'opposizione, si era rivolto al capo del governo regionale di
centrodestra per accompagnarlo nel tardivo avvicinamento alla
religione cattolica.
Ora, possono saperlo. La Cassazione ha stabilito che
Orioles narrandolo non ha commesso alcun reato.
di Pino Finocchiaro - 19 maggio 2009
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