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Trapani. Al Processo “Mafia e appalti 2” che ha
avuto inizio il 4 giugno scorso
davanti al Tribunale di Trapani
presieduto dal giudice
Alessandra Camassa, l’accusa ha
chiamato come teste il sostituto
commissario della Questura di
Trapani Leonardo De Martino.
L’ufficiale ha riferito che il
deputato regionale del Mpa Paolo
Ruggirello nel 2001, quand’era
candidato al consiglio comunale
di Erice con Nuova Sicilia, fu
sostenuto dalla mafia che alle
stesse elezioni sostenne anche
la candidata dello stesso
partito al consiglio comunale di
Trapani, Francesca Simonte,
moglie di Girolamo “Mimmetto”
Coppola (imputato nel processo),
collaboratore dell’On. Bartolo
Pellegrino e cognata di Filippo
Coppola “u prufissuri”, ritenuto
dagli inquirenti personaggio di
spicco della mafia di Paceco. De
Martino ha riferito anche della
perquisizione effettuata su
disposizione della Dda di
Palermo a casa di Bice
Ruggirello candidata all’Ars per
il Ccd che avrebbe chiesto un
sostegno elettorale alle
regionali del 2006 a Giuseppe
Messina, commercialista del boss
trapanese Vincenzo Virga,
condannato per mafia..
L’inchiesta “Mafia e appalti 2” vede imputati il
presunto capomafia Francesco
Pace, Francesco Virga, figlio
del boss Vincenzo Virga,
l’imprenditore Michele Martines,
Mario Sucamele, l’ex funzionario
del Demanio Francesco Nasca,
l’ingegnere Leonardo Barbara,
Vincenzo Mannino e l’ex
assessore regionale al
Territorio Bartolo Pellegrino,
fondatore di Nuova Sicilia.
A coordinare l’inchiesta sono
stati i pm della Dda palermitana
Roberto Scarpinato, Andrea
Tarondo e Gaetano Paci.
Marina Loi |